CIRCOLO

FOTOGRAFICO

MARIANESE

FIAF 1237

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     ARCHIVIO

 

                                            FOTOTECA C.F.M.

                          

                                               RETROSPETTIVA PREMIO DALMINE

                          

 La mostra è stata esposta presso l'ex Ateneo in Città Alta a BERGAMO   dal 21al 29 Aprile 1990  in collaborazione con DALMINE S.p.A. ed il patrocinio del COMUNE DI BERGAMO  e successivamente presso Spazio  espositivo "Augusta Manzoni"  a MORTERONE (Lecco) dal 23 Giugno al 17 Novembre 1991 in collaborazione con Associazione Culturale              "Amici di Morterone" e con il patrocinio di Regione Lombardia,  Provincia di Como, Comprensorio Lecchese, APT del Lecchese,   Comunità Montana Valsassina, Comunità Montana Lecchese .

                        

Mario Finazzi
Pianissimo - 1940

Pietro Corazzesi
L'imbianchino - 1942

Giuseppe Cavalli
La bambola cieca - 1942

Aldo Spadoni
Il commissario - 1954

Mario Finocchiaro
Gente de Milan - 1959

Girando (Mario Giacomelli)
Richiamo inascoltato - 1961
 

                              

Premessa

Con la "Retrospettiva Mostre Nazionali di Fotografia Artistica" di Dalmine, il C.F.M. ha voluto riproporre all'attenzione del pubblico le fotografie premiate durante le varie edizioni, ripercorrendo assieme la storia di questa mostra, a oltre 50 anni dalla prima edizione, avvenuta nel 1939.

Un grosso merito va ai promotori della 1° edizione, nata in un periodo storico molto delicato e in particolare al Gruppo Culturale Sez. Fotografica Dopolavoro Aziendale Dalmine al Comitato Ordinatore e alla Presidenza del D.A.D. e a tutte le persone che durante le varie edizioni si sono adoperate per la buona riuscita della mostra stessa.

Inoltre non va dimenticato che buona parte dei fotografi partecipanti sono diventati in seguito dei grandi della fotografia italiana, a dimostrazione dell'alto livello raggiunto dalla fotografia amatoriale italiana che trovava e trova nella F.I.A.F. il suo momento aggregante più qualificato nel tempo.

Un ringraziamento per aver contribuito alla realizzazione di questa mostra va al Circolo aziendale Dalmine ( materiale fotografico); Roberto Fratus (materiale fotografico); Claudio Castelli (cataloghi mostre 1939-1942); Luigi Erba (recensione critica e storica).

La copia di tutte le fotografie fanno parte dell'Archivio C.F.M.

 Mario Colombo

 

Frammenti di una storia

Varato nel 1939 il Premio Dalmine si protrasse fino al 1961, anche se la raccolta ne documenta i due estremi 1939-1942 e 1954-1961 .

Anni molto importanti, che vedono come protagonisti elementi come Cavalli, che teorizzava nuove estetiche formali e produceva i suoi spazi metafisici.

Nel 1942, a testimonianza di una vibrante vistosità del mondo fotoamatoriale, usciva proprio a Bergamo edito dall'Istituto Arti Grafiche il volume"Otto fotografi d'oggi" curato da Finazzi, dove troviamo lo stesso autore e, tra gli altri, Leiss, Balocchi, Cavalli e Vender che avevano assiduamente partecipato al premio in oggetto.

La seconda parte della mostra (1954-1962), si intravede attraverso la campionatura del Premio, il dibattito allora sul tappeto tra "formalisti" e "realisti": i primi che avevano superato il valore della cosa rappresentata, i secondi che, vicini alle esperienze del cinema neorealista, assegnavano al documento oggettivo un potenziale indicatore sociologico, ben rappresentati dalle correnti espresse dal Circolo "La Bussola" di Milano, "La Gondola " di Venezia, e l'"Unione Fotografica di Milano".

Per arrivare poi ad una visione più labile e intensa attraverso le fotografie di Monti, Berengo Gardin, Roiter, Del Tin, Donzelli, che conosciamo tutti, e che si inseriscono in questa intricata ragnatela.

Teniamo presente solo alcuni temi del dibattito: fotografia pura non contaminata con il reale, realismo a tutti i costi, trasfigurazione della realtà in modo soggettivo.

E' in questa tela o meglio ragnatela che doveva arrivare ... la mosca: "l'uomo nuovo della fotografia" come disse Paolo Monti alla Mostra di Castelfrancoveneto nel 1955: Mario Giacomelli.

L'arrivo di Giacomelli, che in questo premio troviamo con le sue opere iniziali, azzera il problema: è una intuizione esistenziale che ha profonde radici nell'Espressionismo.

A questo punto valgono più le parole di un suo biografo e critico, Enzo Carli: "Tra intuizioni estetica e impegno sociale, Mario Giacomelli raccoglie dunque, in questo periodo, le capacità espressive della fotografia e la sente come strumento congeniale con il quale trasformare la realtà e riproporla intrisa, filtrata dalle sue angoscie, pulsioni ricordi.

Coglie gli umori e le contraddizioni di un clima culturale e intellettuale in trasformazione, il passaggio dal formalismo al neorealismo,, alla nuova oggettività: avverte la complessità delle situazioni in cui versa la fotografia lacerata tra il messaggio verista, teso all'analisi del sociale con intenzioni culturali e il messaggio della fotografia soggettiva, tesa alla liberazione della fantasia".

Luigi Erba

 

 

                             IL CIRCOLO FOTOGRAFICO MARIANESE E' APERTO A TUTTI.  VI ASPETTIAMO!

 

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